Bernette Chicago 7 – recensione impropria

Dopo l’unboxing avvenuto mesi e mesi fa, finalmente sono pronta a pubblicare la recensione impropria della Bernette Chicago 7 mia adorata. Mi limito però alla parte relativa alla macchina da cucire essendo il modulo di ricamo soggetto affascinante, misterioso e complesso che merita una trattazione a parte.

Nel mio calendario editoriale, che compilo tutti gli anni a gennaio e a settembre e con rigidissima coerenza non seguo MAI, questo post era previsto per il mese di gennaio, poco dopo l’unboxing.

Me la sono presa un tantino con comodo per due ordini di ragioni. Motivazioni esterne: mi sono fatta un sacchissimo di caxxi miei in questo periodo: ho cucito moderatamente e per me, tutto documentato su Instagram; ho visto le prime due stagioni This is Us su Prime (in lingua originale per darmi un tono) dopo l’iniziale folgorazione dovuta al primo piano del culo di Milo Ventimiglia, e ho pianto in 30 puntate su 36; sono stata con tutta la mia famiglia semitradizionale alla contromanifestazione al Festival delle Famiglie Bigotte e Rompicoglioni di Verona; sto organizzando una cosetta di cucito off line che mi entusiasma almeno quanto mi terrorizza. Insomma, excusatio non petita per dirvi che c’avevo da fare.

La seconda serie di motivazioni assurge al fatto che per quanto la Bernette Chicago 7 sia di grande qualità, piena di funzioni figherrime e desiderata come un figlio, tra di noi non è scattata subito quella complicità che mi aspettavo. C’è voluto del tempo per conoscersi e stabilire un’intesa salda e proficua. Per questo ho aspettato il momento giusto per parlarne con voi.

Per prima cosa vi descrivo la Bernette Chicago 7 con spassionata obiettività e ferreo rigore, poi le mie considerazioni le trovate alla fine. Se saltate direttamente in fondo sappiate che vi vedo e che potrei rimanerci malissimo.

Iniziamo dall’aspetto esteriore, del tutto privo di frivolezze. La macchina è compatta e squadrata, la plastica esterna è solida e opaca, sembra piuttosto resistente ai graffi (maledetti spilli) e l’assemblaggio (placca, cassetto, tastini) è perfetto, senza fessure o scricchiolii) anche se il dettaglio che salta subito all’occhio sono le forbicine alloggiate a destra (lo so che vi piace sta cosa).

bernette chicago 7

L’infilatura superiore ha il volantino in verticale, quindi bisogna fare giù, su, giù con il filo, per fortuna poi ha l’infila ago. Il crochet inferiore è in orizzontale e anche lì bisogna far fare al filo tutto in giro su dei passafilo minuscoli. Ero abituata con la Singer One che ha una infilatura un po’ più immediata.

Sul davanti in alto c’è un ampio display con accanto un tastierino nero con numeri e frecce che servono per selezionare i punti, e tutto intorno una serie di tastini bianchi con simboletti vari che servono per regolare tutte le molteplici funzioni della macchina. Poi vi spiego nel dettaglio.

Proviamo ora a metterla in funzione. Portate il tasto di accensione su on, mettete un pezzetto di stoffa sotto il piedino, premete il pedale e… la macchina non cuce. Prima di mettervi a piangere, chiamare Amazon e i vigili del fuoco, provate a premere il tastino della cucitura senza pedale. L’ago farà destra – sinistra, giù-su e poi la macchina. A questo punto se schiacciate il pedale la macchina cuce e voi avrete perso nel frattempo un anno di vita.

Avendo accennato al bottoncino per la cucitura senza pedale vi dico anche degli altri:

  • ago sù, ago giù: per decidere se si vuole che la macchina si fermi con l’ago alzato o con l’ago abbassato (utile se si devono fare molti angoli.
  • un fermapunto che cuce 4 piccoli punti vicini
  • il tasto indietro che funziona come impostazione, cioè non bisogna tenerlo premuto ma una volta selezionato cuce indietro finchè non lo deselezionate. Da tenere presente.
  • il tasto che permette di ribaltare a specchio i punti asimmetrici
  • il tasto che permette di allungare alcuni punti lavorati
  • la funzione ago doppio che permette di adeguare automaticamente la larghezza del punto in modo che l’ago non batta contro la placca. Ovviamente se fate un punto dritto non serve.
  • il regolatore della lunghezza del punto
  • il regolatore dell’ampiezza del punto
  • il tasto memoria per memorizzare sequenze di punti
  • il tasto cancella (in accoppiata al tasto memoria)
  • il selettore dei gruppi di punti (poi ve li racconto nel dettaglio.

Questi tasti hanno una funzione diversa quando la Bernette Chicago 7 funziona come ricamatrice. Il relativo simboletto è posto a fianco del tasto.

Ai lati del display troviamo la rotellina per regolare la velocità da lumaca a lepre (altra sciccheria) e il selettore su/giu/destra/sinistra/ok

Infine abbiamo un tastierino numerico che riporta anche il simbolo dei punti più comuni.

tastierino selezione diretta bernette chicago 7
Tastierino numerico e selezione diretta dei punti più comuni.

Ma allora parliamo di questi millemila punti

che sono ovviamente il motivo principale per cui mi sono indebitata per questa Bernette (il secondo è il modulo ricamo nonostante lui non ricambi il mio amore).

punti bernette chicago 7

Facciamo due conti: ci sono 184 punti, 11 asole, 2 rammendi e un travetto, due alfabeti comprensivi di maiuscole, minuscole, numeri, caratteri internazionali e punteggiatura.

Mettete che la maggior parte di questi si possono allungare e allargare e ribaltare direi che possiamo divertirci per un po’.

I punti si possono selezionare in vari modi:

I punti di uso più comune (dritto, elastico, zig zag, per orlo cieco, overlock e asola) si selezionano direttamente tramite il tastierino.

Premendo il tasto di selezione dei gruppi di punti sul display compare il menu che comprende il gruppo A dove si trovano: i punti comuni (gli stessi del tastierino a selezione diretta ed altri), i punti decorativi pieni, i punti per trapuntare, il travetto, asole, rammendi e attaccabottoni.

Il gruppo B è dove ci sono tutti ricamini e i disegnini, quelli che ti fanno dimenticare di essere una persona adulta e desiderare un grembiulino con il colletto con l’orlo con le farfalline.

Nel gruppo C1 c’è l’alfabeto stampato e nel C2 c’è l’alfabeto corsivo.

corsivo

Una volta selezionato il gruppo sul display compaiono i primi punti della serie, si possono selezionare navigando con le frecce e premendo ok oppure direttamente digitando il numero corrispondente.

Quando avete selezionato il punto sul display compare il punto stesso, il piedino premistoffa adatto e la tensione consigliata. Ampiezza e lunghezza, tipo di fermapunto azionato, e se avete impostato le funzioni ago-giù o ago doppio.

display punto bernette chicago 7

Il tasto memoria permette di memorizzare delle sequenze di punti, ma soprattutto le parole e i nomi!

La qualità della scrittura mi lascia comunque un poco dubbiosa: lo stampatello è leggibile, anche lo stampato minuscolo invece il corsivo mi esce veramente male. Forse è una questione di attrezzatura. Dovrei fare prove ulteriori con stabilizzatore e ago e filo da ricamo. Vi tengo aggiornate.

Doveva esserci scritto “Marika”

Direi che, se ci siete ancora, possiamo a questo punto tirare le somme parlando un po’ di quello che mi piace e non mi piace di questa Bernette Chicago 7. Ovviamente si tratta del mio personalissimo giudizio quindi vi invito, se siete intenzionate a farla vostra, a leggere tutto quello che trovate e a farvi una vostra idea.

Partiamo con quello che non mi è piaciuto della Bernette Chicago 7

Il sensore di fine filo della spolina.

Che detto così parrebbe una figata assoluta ma quel maledetto scatta quando filo ce ne sarebbe ancora e mica ti avverte solamente! Ti impedisce proprio di continuare a cucire. Io poi che mi atteggio a zerowaste ma in realtà sono proprio taccagna mi infastidisco molto a sprecare il filo o tenere lì tutte queste gugliate di cui non so francamente che farmene. Fastidio.

Uso con l’ago doppio.

Qui probabilmente sono io. La macchina ha addirittura la funzione specifica (anche se con l’ago doppio funzionano comunque tutte) eppure mi trovo male. Quando la accendo fa un su e giu, destra sinistra e immancabilmente mi spacca l’ago contro la placca. Non capisco come sbaglio e nel dubbio l’accendo senza ago. Ma la questione è scomoda.

Accensione

Quando la accendo non è pronta per cucire. Se premo il pedale non cuce, se premo il bottone di cucitura senza il pedale non succede niente, se lo premo un’altra volta fa il reset dell’ago e poi comincia a cucire. Ora che lo so tutto bene, ma all’inizio ho preso svariati spaventi.

Non mantiene le impostazione del punto

Se in uno stesso lavoro voglio utilizzare un punto dritto leggermente allungato per cucire ed uno zig zag un pochino più fitto per rifilare non posso farlo, ogni volta che cambio il punto devo reinserire le regolazioni. Sarà pure una finezza ma la Singer One ce l’ha.

Infilatura un po’ brigosa

Non vorrei fare un confronto tra la Bernette Chicago 7 e la Singer One perchè sarebbe impietoso nei confronti di quest’ultima (anche perché si tratta di due fasce di prezzo differenti) ma l’infilatura della Singer sia superiore che inferiore sono estremamente più veloci. Merito del volantino orizzontale e dell’uscita sul retro del filo inferiore. Infatti me la fa preferire per i lavori di rammendo dove devo togliere e mettere il filo mille volte.

infilatura inferiore

Il tasto indietro..

e il tasto per fissare la cucitura. Evidentemente sono io a non saperli usare ma dato che gli stessi tasti possono avere funzioni differenti a seconda del punto e sulle istruzioni non c’è scritto con precisione cosa fanno e quando, io faccio una confusione tremenda e non c’è verso che le impari. Ma dovete tenere conto anche che dopo dieci anni in questo appartamento ancora non ho chiara la disposizione degli interruttori in soggiorno quindi è chiaro che il problema è mio.

Ma a questo punto parliamo dei pregi di questa Bernette Chicago 7

che sono di gran lunga superiori ai suoi difetti

Il trasporto, la potenza e la velocità

In definitiva è una macchina potente, che cuce tutto e in tutte le condizioni. Niente rotture di ago, di filo e di balle. Niente ingarbugliamenti sospetti. Niente punti lunghi e punti saltati. Tanti accorgimenti che ero abituata ad usare con gli spessori o con i tessuti elastici qui sono superflui: cuce come un trattore.

Tutti i piedini e gli accessori che usavo sulla Singer One e sulla Sy sono perfettamente compatibili.

La velocità regolabile è utilissima per finire in fretta i lavori noiosi.

Il tasto per cucire senza pedale

Fantastica scoperta per le asole, per ricaricare la spolina, per fare gli orli alle tovaglie enormi senza farsi venire l’artrite alle ginocchia. Le mie giunture ringraziano.

Le asole

Non so voi ma io con le mie precedenti macchine da cucire riuscivo ad ottenere asole decenti soltanto su stoffe collaborative, ma appena cercavo di farne una su qualcosa di appena appena morbido o peloso non c’era verso. Sarà il piedino metallico con la molla che mi sembra molto più serio degli altri che mi sono capitati, sarà il trasporto che vi dicevo ma la Mernette Chicago 7 asola qualsiasi cosa. E per me che sono appassionata di giacchette e cappotti la questione è di un certo peso.

piedino per asole della bernette chicago 7
asole

In definitiva i mi ritengo soddisfatta. A sensazione mi sentirei di consigliarla a chi ha già un po’ di esperienza con il cucito perché, come vi dicevo, non è proprio immediata e ho anche l’impressione che sia un po’ delicata. Per le principianti che comunque vogliono una macchina performante continuo a consigliare la Singer One di cui ho parlato in questo post che ha ovviamente meno funzioni ma che è più robusta e user friendly.

Se avete domande o volete che faccia qualche prova per voi scrivete nei commenti. Io ho comperato la Bernette Chicago 7 su Amazon, vi lascio il link.

Il post relativo all’unboxing di cui vi parlavo lo trovate qui, la recensione relativa alla modulo da ricamo arriverà nelle prossime settimane. Sew you soon.

2 commenti

  1. Vorrei sapere se ha il giro fix

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