La cerniera dei pantaloni fa curriculum

Una delle cose più stressanti in assoluto è cercare lavoro. Che già è una rottura di coglioni avercelo un lavoro, pensa lo strazio di doverne cercare uno, o anche solo di volerlo cambiare. L’agonia delle bacheche e degli annunci. lo sai fare il tornitore? e il mulettista? E come mai che i part time li fanno solo le ditte di pulizia? E le ditte fighette che scrivono gli annunci in inglese e poi le pubblicano su bachecalavoroinprovincia.it? E i colloqui? e le domande del cazzo tipo: hai figli-vuoi figli-che ne pensi dei figli-cani-gatti-noi ci piacciono solo i porcellini d’india e spero che tua mamma stia bene che non ci voglio rotture di coglioni con la 104.. immediatamente dopo averti propinato la mission aziendale di sticazzi che siamo un’azienda giovane (tutti pelati) leader di staminchia con le radici nel passato e lo sguardo rivolto al futuro. E il lavoro in team (e i colleghi non vedono l’ora di calpestarti come la ghiaia del vialetto). E siamo in continua crescita (ma l’indeterminato non lo vedrai MAI). E cerchiamo gente motivata (che vuol dire che ti faccio fare le stra-ore di straordinario ma non te le pago). Se poi sul sito ci sono le foto dei dipendenti veri scappa più in fretta che puoi.

E aggiungerei una menzione speciale al indecoroso CV formato europeo, semivuoto dopo il diploma di nove pagine corpo 10 dopo soli pochi anni di lavoretti a termine. E il francese scolastico, e word excell internet e posta elettronica e ho anche il pollice opponibile, comunque. Dai tempi dell’università ad oggi ho perso un sacco di entusiasmo ma quantomeno ho guadagnato un hobby. Cucito e blogging suonano molto meglio di “leggo moltissimo ma la mia vera passione è andare fuori a bere”: beata gioventù.

Voi vi starete chiedendo dove voglia andare a parare con questo discorso. In realtà ho finito. Questo è invero un post sui pantaloni, non so come abbiate fatto a non capirlo. Per essere più precisi un post sulla patta dei pantaloni, che resta comunque un luogo piuttosto interessante. D’altronde l’unica nuova competenza che ho acquisito, l’unica abilità appresa, l’unico effettivo scatto in avanti che ho compiuto negli ultimi anni è imparare ad attaccare la cerniera dei pantaloni. Patta, finta e tutto. Che dite, lo posso scrivere sul curriculum?

la cerniera dei pantaloni fa curriculum

L’ho presa larghissima ma adesso giuro che mi concentro. Il pantalone viene da un cartamodello di Lekala.co. Bello dritto in fondo come piace a me (no skinny, please). Li ho tagliati a maggio.

cartamodello pantaloni

Poi li ho lasciati lì a sedimentare in attesa che la dea del cucito mi visitasse in sogno per mostrarmi come fare. Non è successo. Perciò ho preso coraggio (tanto cosa avevo da perdere, in fondo) e ho cominciato.

La confezione per il resto non era impossibile. Le tasche mi sono piaciute molto. Non sono affatto difficili da fare e, non ci crederete, sono uscite perfettamente simmetriche e identiche, segno che il progetto godeva del favore degli astri.

Le tasche fortunate

In assenza della dea del cucito di cui sopra ho guardato un po’ di tutorial e ho consultato i miei libri che la facevano semplice, in realtà. Io non ho neanche idea di quale debba essere il verso della cerniera nei pantaloni da donna, per dire. Quindi ho copiato.

Provo a raccontarvi come ho fatto, vedete voi se ha senso:

Si rifiniscono i margini della patella di destra e si taglia via quella di sinistra mantenendo solo il margine di cucitura un pochino più largo del nastro della cerniera, si rifinisce e si stira bene verso l’interno. Sulla patta faccio anche una leggera impuntura vicino alla piega.

La cerniera dei pantaloni

Poi, per prima prima cosa facciamo la finta. Scatto di Roberto Carlos, tiro, gol. Si crea la preziosa striscia di stoffa che deve stare dietro la cerniera e impedire che vi si aggancino parti di biancheria o di pelle. Quella del cartamodello era troppo corta, l’ho rifatta lunga come la patella. L’’ho rifinita bene verso il basso e verso l’interno mentre verso l’esterno ho solo dato un colpo di tagliacuci. Verso l’alto l’ho lasciata al grezzo perché tanto entra nel cinturino. Si mette la cerniera (a sinistra) sotto il bordo facendo uscire soli i dentini dalla piega e sotto alla cerniera si mette la finta. Si puntano gli spilli e si cuce tutti gli strati insieme a due millimetri dalla fine della stoffa.

Ci si siede stremati e si riposa un attimo.

Prima di cucire la parte destra della cerniera (destra e sinistra del pantalone mentre lo guardi per lavorarlo, non come sono quando ce l’hai addosso) si sposta la finta verso sinistra e la si appunta con gli spilli per evitare di cucirci sopra e rendere i pantaloni allacciati per sempre.

A questo punto si chiude la cerniera. Si appoggiano i pantaloni su un piano e si sistema la patta sopra la cerniera poi la si appunta. Siccome va cucita solo sullo strato interno della patta, metto due spilli che aggancino i tre strati e tengano in posizione la cerniera poi dall’interno cerco di appuntarla al lato inferiore della patta e poi tolgo gli spilli iniziali.

la cerniera dei pantaloni parete sulla patta

A questo punto basta aprire la cerniera e la patta e cucire il lato destro della cerniera. E siamo alle rifiniture. Per prima cosa bisogna fissare l’aletta libera della patta con la tipica cucitura tonda, singola o doppia tipo jeans. Infine basta qualche punto per fissare la finta nella parte bassa. E il pantalone si apre e si chiude, si apre e si chiude, si apre.. e si chiude. Ok smetto.

la patta dall'esterno

Al pantalone manca il cinturino con il bottone, che di per sé non è impresa insormontabile.

la chiusura dei pantaloni aperta

Poi ho messo i passanti ed ovviamente non ce n’è uno uguale all’altro ma d’altronde la perfezione è l’arte dei pretenziosi, l’imperfezione quella dei geni (cit.).

cerniera pantaloni

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