Venerdì neri e settimane grigiastre

Era un po’ di tempo che non vi tediavo con un grigio autunnale metereopatico post. Ma dopo l’estate effimera, volata via come un lampo e prima dell’agonia del Natale e mercatini annessi, ce lo vogliamo fare mancare un Novembre tetro e fitto di disastri climatici? Quest’anno mi sono presa in anticipo e ho prenotato un weekend a Parigi dove ho avuto il piacere di incrociare la protesta dei gilet gialli ad un anno dall’esordio: stazione della metro chiuse, linee interrotte e zone della città impraticabili. E non vi sto a parlare del freddo. E delle signore parigine senza calze e senza ombrello con i capelli asciutti e a posto sotto una pioggia gelida.

Giocatami la carta del weekend di fuga non resta che la cioccolata e lo shopping compulsivo. Per il Prozac per ora aspetterei. Non a caso il mese di Novembre termina con la giornata internazionale della carta di credito ovvero l’atteso agognato black friday. Il nome pare non sia dovuto al mio umore bensì al traffico congestionato di questo giorno che viene , subito dopo la Festa del Ringraziamento negli Stati Uniti quando si presume che la gente torni a casa propria dopo aver litigato coi parenti. Per altri deriverebbe dal colore dei numeri scritti sui conti fatti a mano dai negozianti che passano dal rosso al nero. Con grande giubilo di questi ultimi.

Che poi neanche sono mai riuscita a farlo questo shopping compulsivo, un po’ per etica e un po’ per budget. Ma va già bene concentrare in un giorno gli acquisti necessari e utili di questa parte dell’anno: si risparmia un po’ e si ottiene comunque un senso di scialacquitudine molto terapeutico.

Però i giorni precedenti sono fatti per assaporare un consumismo innocuo che appaga ma non inquina, e quindi navigo, faccio liste e calcolo gli sconti. L’anno scorso tenevo d’occhio la planetaria e un fotocamera seria e poi ho preso gli aghi per la tagliacuci e i refill della Frixion, quest’anno vorrei un tablet e la piastra per fare i waffel ma probabilmente comprerò le cartucce per la stampante. Quando una non è proprio in grado.

Se avete voglia di fare questo gioco con me vi lascio una lista dei desideri di cosette legate al cucito che mi piacerebbero ma che probabilmente non comprerò, e probabilmente neanche voi. Ci state?

Libro di cucito, ne ho già uno scaffale pieno e dubito potrei trovarci qualcosa di nuovo ma questo ha dentro i QR code che rimandano ai video tutorial esplicativi delle tecniche. Queste sono dei fottuti geni!!

Ho già tutta l’attrezzatura per cucire di cui potrei mai aver bisogno ma l’idea di buttare via tutto e ricomprarlo tutto coordinato azzurro a pois e rosso è folle quanto irresistibile. Vuoi mettere scucire sacramentando con un vezzoso tagliasole in pendant col puntaspilli? Tutta un’altra cosa.

Per tenere fermi i cartamodelli mentre taglio io utilizzo strumenti altamente sofisticati come il portafiltro della macchina del caffè, il barattolo dello zucchero, il cellulare a volte le tazze. Se comprassi i pesetti appositi probabilmente li userei per tenere aperte le finestre.

Quando stavo cercando idee per dotarmi di una postazione di cucito vagamente efficiente mi ero imbattuta in questo tavolo su di un sito americano e mi sono follemente innamorata. E ovviamente non c’era modo alcuno di farselo spedire in Italia. Poi ho preso una scrivania di Ikea e magicamente questo tavolo è arrivato su Amazon. Senza parole.

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